Fashion

Coco Chanel si vestiva con tailleur anche per stare in casa

Essere Coco Chanel significava impersonare un ideale estetico, un savoir faire esistenziale che trasforma la quotidianità in un capolavoro. 
Mai vestaglie e pantofole, mademoiselle Chanel indossava completi di tweed, abiti in seta nera, collier di perle e slingback anche per stare in casa. Una casa dove c’era tutto, tranne il letto. Acquistato come atelier, il suo appartamentoera il salotto dei suoi incontri privati. Per dormire, c’era la sua camera al Ritz. 

Alcuni scatti ne ritraggono il tailleur in tweed bianco, cappelli con ampia falda occasionalmente sostituiti da un fiocco nei capelli. Acconciatura perfetta.
Il concetto di comodità assume nella figura di Gabrielle Chanel un’accezione del tutto nuova e inaspettata: il comfort non è sinonimo di una sensazione fisica, non è il benessere quasi liberatorio di vestirsi senza curarsene troppo, di scegliere un pigiama morbido per dormire meglio. 
Essere comodi è essere a proprio agio, sentire che ciò che si indossa non è un abito, ma una seconda pelle, un’estensione della propria personalità, e di certo Chanel è satin, è bianco e nero e oro, è una giacca, un vestito nero, un paio di scarpe bicolore, tomaia beige e punta nera. Tutti, chi l’ha vista e chi no, ricordano così Coco Chanel, una memoria che è familiare e al tempo stesso lontanissima, ma anche l’unica via possibile. Pantofole e vestaglia? Non le avrebbe mai accettate. 

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